Fra i quattordici e i diciotto anni succede la cosa più difficile da allenare di tutto il motocross: il corpo cambia mentre lo stai allenando.
In diciotto mesi cambiano leve, peso, baricentro e capacità di recupero. Il gesto che a tredici anni era automatico va rimesso a posto da capo. È anche l’età in cui la maggior parte dei ragazzi smette.
Per chi: pilota dai 14 ai 17 anni passato alla 125, che gareggia o vuole cominciare.
Il confine con il piano minicross non è l’età: è la moto. Chi è ancora sull’85 resta nel minicross, versione transizione, anche se ha quindici anni — e chi passa alla 125 entra qui, anche se ne ha tredici. La moto è un fatto che si vede; l’età anagrafica, a questo punto della crescita, dice molto meno.
Perché non basta dargli il piano dei grandi
Perché il piano degli adulti ha un mesociclo di Massima Forza a gennaio: carichi massimali. A sedici anni molti sono ancora dentro o appena fuori dal picco di crescita, con le cartilagini di accrescimento aperte — e un carico massimale in quella finestra non fa guadagnare un anno: ne fa perdere due.
E c’è un secondo motivo, meno ovvio: l’età sulla carta d’identità non dice l’età biologica. Due quindicenni possono essere distanti tre anni di maturazione. Allenarli allo stesso modo perché sono nati lo stesso anno è l’errore più comune che vedo.
Come funziona questo piano
Non è un calendario unico. Sono tre percorsi, scelti in base a dove sta il ragazzo nella crescita, non a quanti anni ha. Si rivaluta ogni tre mesi, perché a quest’età dodici mesi sono un’era geologica.
La regola che tiene tutto insieme è una sola: volume tecnico prima della forza, forza a corpo libero prima dei sovraccarichi, nessun massimale mai. Quando la statura si muove in fretta, il carico non sale: si tiene fermo, si lavora sulla tecnica, e si aspetta. Non è un mese perso — è il mese che evita l’infortunio.
La tecnica: il Livello 3
È qui che si smette di imparare a fare e si comincia a capire cosa si sta facendo. Otto punti, e tre di questi chiedono di saper spiegare: leggere il tracciato a sezioni e dire dove si perde tempo, descrivere il proprio setup e riconoscere i sintomi delle sospensioni, difendere una posizione con una traiettoria presa in anticipo — e dire perché.
Non è teoria. È quello che rende un ragazzo capace di allenarsi anche quando l’istruttore non c’è, che è l’obiettivo vero di questi quattro anni.
La scuola c’è, e il piano ne tiene conto
Gennaio e giugno sono settimane di scarico programmate, non facoltative. Un ragazzo sotto esame ha già il serbatoio di recupero mezzo vuoto: aggiungerci un blocco di carico è il modo più rapido per ottenere un infortunio, o un abbandono.
Il piano si adatta alla scuola. Non il contrario.
Perché smettono
Le ricerche sullo sport giovanile danno sempre la stessa lista, in quest’ordine: divertirsi, imparare cose nuove, fare amicizie, sentirsi capaci, stare bene fisicamente. Vincere non è in cima. Quando un ragazzo smette, di solito è perché una delle prime tre è venuta a mancare.
Per questo il gruppo, in questo piano, è un contenuto e non un contorno. E per questo i traguardi sono i passaggi di livello, che non dipendono da chi hai davanti in griglia: è l’unico modo per dare soddisfazione anche a chi non vince.
Un ragazzo portato in anticipo alla fase “allenati per vincere” non arriva prima. Smette prima.
Quando si può comprare
Non ancora: è in scrittura. Nel frattempo la risposta per questa età è in pista — il gruppo di lavoro 14-17 della scuola, dove il metodo e i test sono gli stessi ma c’è qualcuno che guarda come stai crescendo e ricalibra.
Ed è anche il motivo per cui questo piano arriva dopo gli altri: a quest’età un file da solo non basta, e preferisco dirlo.
I piani saranno acquistabili non appena la parte commerciale del sito sarà attiva. Non ho intenzione di aprire un carrello prima che ci sia dentro qualcosa di finito.
Una nota per i genitori: i dolori a ginocchia e talloni in un ragazzo che sta crescendo sono una cosa comune e quasi sempre passeggera, ma chi li deve guardare è un medico — non l’istruttore di guida, e nemmeno internet. Se compaiono, se ne parla con il pediatra e nel frattempo si abbassa il carico. Nessun piano vale più di così.
